ATTACCHI DI PANICO


La paura è una reazione emotiva e fisiologica sgradevole verso fonti riconosciute di pericolo, diversa dall’ansia. È un’emozione di base, condivisa da molti animali, che coinvolge l’attivazione di una risposta di “attacco-fuga” del sistema nervoso autonomo. È una reazione quasi istantanea a ogni minaccia imminente. Il suo valore adattivo è rappresentato dal fatto che ci spinge a fuggire. Quando la risposta di paura si presenta in assenza di un evidente pericolo esterno parliamo di attacco di panico.

Gli attacchi di panico sono strettamente collegati a una condizione di ansia.

Possiamo definire il panico come dei periodi di tempo delimitati con una insorgenza improvvisa, di intensa apprensione, paura, o terrore, spesso associati con sentimenti di morte imminente, questi episodi di panico si ripresentano con una certa regolarità. Questo fa sì che si crei la cosiddetta ansia anticipatoria, la paura che l’attacco di panico possa verificarsi di nuovo, che può portare a evitare quelle situazioni nelle quali si teme possa accadere, arrivando anche a compromettere la propria vita dal punto di vista relazionale, sociale e lavorativo.

Esistono decine di modi diversi di esprimere il panico, la caratteristica comune è quella di avere intensi sintomi fisici e di avere imparato a temerli, di essere schiacciati da una condizione di paura della paura, dal terrore di stare male.

Qualcuno teme il dolore e qualcuno il fatto di non essere più padrone di sé, del suo corpo e delle sue reazioni. Altri temono il fatto di essere in luoghi in cui non potrebbero essere soccorsi o potrebbero esporsi al ridicolo con le loro manifestazioni d’ansia. Tutti temono la solitudine.

L’attacco di panico fa sentire terribilmente soli, mortalmente soli.

In genere gli attacchi di panico compaiono in momenti di apparente serenità, ma il primo episodio compare di frequente in concomitanza con situazioni di grave disagio o con alcune circostanze di vita altamente stressanti, come la perdita di una persona cara, la fine di una relazione importante o la perdita del lavoro. Quando si vive un attacco di panico spesso non si è consapevoli delle motivazioni più profonde per cui si sta provando una reazione così intensa e questo aumenta il senso di malessere.

È importante rivolgere l’attenzione a questi segni che il panico ci sta mostrando, una consulenza psicologica può aiutarci a discuterne e condividerne l’origine, i fattori scatenanti e i fattori di mantenimento nel tempo per giungere ad una maggiore comprensione delle dinamiche che ne sono alla base e ad una ricostruzione dei significati che generano e mantengono quello stato di sofferenza.

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